Menopausa e depressione: il legame c’è e molte donne lo sanno. Ciò che non si sa, invece, è che l’inizio di questo “nuovo” periodo tende oggi a tardare sempre di più, diminuendo anche i casi di disturbi all’equilibrio psichico delle pazienti.

Secondo alcuni ricercatori, infatti, la più lunga esposizione agli estrogeni endogeni aiuta a ridurre il rischio di comparsa della depressione post-menopausa.

 

Menopausa in tarda età: i vantaggi per la salute

La dr.ssa Eleni Th Petridou, autore dello studio e specialista presso la National and Kapodistrian University di Atene, afferma che “nel complesso, l’aumento dell’età delle donne in menopausa di circa 2 anni rende possibile la diminuzione dei rischi di depressione, legati alla condizione, del 2%“.

I risultati dell’indagine, pubblicati sulla rivista JAMA Psychiatry, non lasciano molti dubbi. Le donne dopo i 40 anni, scongiurato il pericolo di “menopausa precoce”, vivono con più equilibrio gli sbalzi ormonali causati da questa nuova fase di vita.

 

La terapia ormonale sostitutiva può aiutare a prevenire la depressione post-menopausa?

La risposta a questa domanda sembra essere negativa. Pare, infatti, che la terapia ormonale sostitutiva (HRT) non incida così fortemente sulla possibilità che si manifesti il disturbo depressivo.

Sembra che la terapia ormonale sostitutiva non influenzi le probabilità di depressione“, hanno dichiarato gli studiosi. “Va notato, tuttavia, che altri ormoni sessuali endogeni, come il progesterone, potrebbero anche svolgere un ruolo neuro-protettivo contro la depressione post-menopausale“.

 

Menopausa precoce: gli effetti sull’organismo

Quando si parla di menopausa precoce, invece, non si può che pensare a tutti gli effetti che questa condizione ha sull’organismo delle pazienti.

Hadine Joffe, a capo del Women’s Hormone and Aging Research Program – Director of Research Development a Boston, parla di effetti sulla psiche, ma anche di malattie cardiovascolari, declino cognitivo e demenza, legati alla menopausa in giovane età.

La depressione, poi, sembra essere in cima a questa lista; c’è da dire, però, che non vanno trascurati altri fattori complementari che possono aumentare la possibilità che compaia il disturbo, come l’insonnia, lo stress, o condizioni di vita avverse, come uno svantaggio socio-economico e il maltrattamento infantile.

 

Le considerazioni finali

Questi studi sono molto importanti perché ci aiutano a capire qual è il legame che intercorre tra gli ormoni riproduttivi e la salute psichica delle donne.

Molte indagini dovranno e potranno fare sempre più luce sull’argomento, con l’obiettivo di prevenire e supportare al meglio l’eventuale comparsa di problemi di salute, guidando le donne in questa nuova e delicata tappa della loro vita.

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