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Fumo di sigaretta? Anche in gravidanza, 1 donna su 14 non rinuncia alla cattiva abitudine!

Fumo di sigaretta? Anche in gravidanza, 1 donna su 14 non rinuncia alla cattiva abitudine!

Alzino la meno, leggendo questo articolo, le donne che non conoscono i pericoli del fumo durante la gravidanza (e non solo per il bambino). Siamo certi del risultato: sebbene i rischi legati a questa cattiva abitudine siano ben noti, 1 gestante su 14 sceglie (negli USA) di non rinunciare alla sigaretta.

Ad affermarlo il National Center for Health Statistics statunitense, che sottolinea anche come sia importante seguire, durante i mesi della gestazione, un percorso di supporto (anche psicologico) per smettere di fumare.

 

Ma quali sono le etnie e quale il background educativo delle fumatrici più incallite?

A essere maggiormente tentate dal fumo sono le donne più giovani, con una percentuale pari al 10,7% per le 20enni, seguite dall’8,5% per le 15enni e le 19enni.

Con l’aumentare dell’età della futura mamma, dunque, le percentuali scendono, probabilmente per una maggiore consapevolezza dei danni del fumo. Inoltre, un ruolo chiave è giocato anche dal grado di istruzione:

  • Donne con diploma di scuola superiore, 12,2 per cento.
  • Donne con meno di un diploma di scuola superiore, 11,7 per cento.
  • Donne con una laurea, 7,9 per cento.

I dati di questo studio sulla prevalenza del fumo suggeriscono che l’educazione può avere un grande impatto durante la gravidanza“, ha affermato la dottoressa Jennifer Wu, ginecologa presso il Lenox Hill Hospital di New York City. “Le donne più anziane e più istruite hanno meno probabilità di fumare durante la gravidanza”.

Anche l’etnia pare abbia segnato delle differenze.

Mentre le donne native americane hanno registrato il più alto tasso di fumo durante la gravidanza, il 10,5% delle donne bianche ha fumato mentre era incinta, le donne di colore meno, con il 6%, le ispaniche solo per l’1,8% e le asiatiche per il 0,6%.

 

Come muovere la battaglia contro il fumo?

I professionisti di salute, inclusi ostetriche e pediatri, dovrebbero sottolineare la necessità di smettere di fumare e offrire consulenze di supporto, follow-up e proporre delle strategie di prevenzione delle ricadute alle donne in gravidanza”.

Quel che è certo è che la sensibilità e l’empatia del medico durante il coaching e il counseling aumenteranno la probabilità che una donna incinta smetta di fumare, ricordando che certe abitudini si possono perdere, soprattutto quando la motivazione è così importante!

 

[Fonte]

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