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Bitest

Che cos’è il Bitest?

Il Bitest con translucenza nucale è una combinazione di due test: l’Ultrascreen sul sangue venoso materno e la translucenza nucale del feto, tra la l’11esima e la 13esima settimana di gravidanza. Questo esame viene effettuato per stimare il rischio che il feto sia affetto da anomalie del numero dei cromosomi, in particolare per la sindrome di Edwards e la sindrome di Down. L’esame è rivolto a tutte le donne in gravidanza desiderose di sottoporsi ad una diagnosi prenatale non invasiva, sia alle donne con età inferiore ai 35 anni, a basso rischio di anomalie, che alle donne con età superiore ai 35 anni, a medio o ad alto rischio.

Come si effettua il Bitest?

L’esame è composto da due fasi.
Durante la prima parte dell’esame si effettua un’ecografia per misurare la lunghezza del feto e lo spessore della translucenza nucale, una pellicina che sta dietro la nuca fetale. In un secondo momento, si effettua un prelievo di 1 ml di sangue per misurare la concentrazione delle sostanze prodotte dalla placenta, cioè il freeBetaHCG e il PAPP-A.
I valori di rischio ottenuti da entrambi i test vengono combinati fra di loro per ottenere la migliore stima del rischio.

Che cos’è la translucenza nucale?

È un liquido linfatico che si raccoglie nella zona posteriore del collo del feto.

Come deve essere interpretato il risultato?

Il risultato del Bitest non è espresso come positivo o negativo, ma indica una stima delle probabilità di aver concepito un bambino con la sindrome di Down o Edwards. In base alla stima, la paziente può decidere se effettuare altri accertamenti diagnostici come l’amniocentesi.

Come bisogna prepararsi per questo esame?

Non ci sono particolari norme a cui attenersi prima dell’esame.